MASSIMO D'ALEMA, IN FUNZIONE DELLA CREAZIONE DI UN SOGGETTO POLITICO DI ISPIRAZIONE SOCIALISTA, RIVALUTA BENEDETTO CRAXI DETTO BETTINO
L’edizione di sabato ventuno maggio del sito di informazione strisciarossa riporta, in anteprima, il testo di un intervento di Massimo D’Alema che si troverà sul prossimo numero – in uscita, nelle librerie, giovedì ventisei maggio – della rivista “Italianieuropei”, organo di stampa dell’omonima fondazione.
L’intero articolo è costituito dall’esaltazione della figura di Enrico Berlinguer: certamente una persona intellettualmente onesta, ma che di comunista aveva assai poco, se si esclude il fatto che – per la disgrazia di ciò che ne restava – fosse il segretario nazionale del partito revisionista.
Quello che traspare da questa interessante lettura è soprattutto l’analisi di ciò che avvenne nella politica italiana dopo la stagione sessantottina che vide l’emergere delle formazioni marxiste-leniniste il cui risultato fu di far rimarcare il carattere deleterio del revisionismo moderno.
Ecco come si esprime l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri: «l’Italia aveva anche bisogno di una sinistra capace di costruire un’alternativa politica di governo, di mettere da parte l’impianto consociativo che si era costruito nel rapporto tra i partiti ed individuare anche le necessarie innovazioni di carattere istituzionale in grado di favorire il ricambio della classe dirigente, e questi furono i problemi posti da Craxi».

Continua poi: «in realtà, paradossalmente, questi due leader presentavano le due facce di una esigenza che non seppe mai comporsi in un disegno unitario, ma sì lacerò in un conflitto drammatico. L’esito fu che la sinistra dei valori di Berlinguer rimase prigioniera di una idea della diversità comunista improduttiva della svolta politica necessaria per il paese e la sinistra della governabilità di Craxi separata dai valori, affondò nella melma del vecchio sistema di potere».
Da questo passaggio si evince la volontà del D’Alema di rivalutare la figura del leader del Partito Socialista Italiano morto latitante in Tunisia, ad Hammamet, nel 2000: un’operazione propedeutica al sogno di mettere insieme una formazione politica autenticamente socialista, come da mesi vanno ripetendo i dirigenti di Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista.
Peccato che questo progetto debba fare i conti con la volontà egemonica del Partito Democratico che sicuramente non ha alcuna intenzione di sciogliersi in un contenitore più largo, poiché ritiene di dover essere l’unica forza nella quale far confluire tutti quei partiti ancora esistenti che abbiano un’ambizione come quella dichiatata dai bersanian-dalemiani.
Bosio (Al), 24 maggio 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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